Preservativi e aids, bufera sul Papa
Critiche Ue, Francia, Germania e Spagna (da ‘Il Messaggero’)

dal nostro inviato Franca Giansoldati
YAOUNDE’ (18 marzo) – Non s’era ancora visto un Papa capace di collezionare tante reazioni negative in una volta sola. L’en plein. Ben due governi, una commissione europea ed una sfilza di potentissime organizzazioni umanitarie impegnate nella lotta contro l’Aids. Tutti si sono pronunciati contro l’atteggiamento («irresponsabile») della Chiesa convinta di riuscire a limitare il contagio con la castità, senza ricorrere anche ai profilattici.

Il viaggio in Africa per Benedetto XVI si sta decisamente trasformando in un boomerang di immagine. Non si erano ancora placate le acque del caso Williamson, il vescovo lefebvriano negazionista che un altro capitolo nero si stava aprendo. Sull’aereo che lo stava portando in Camerun, due giorni fa, Papa Ratzinger ribadiva che il condom non serve per combattere il male. Anzi, aggiungeva categorico, lo peggiora. Ciò che occorre è una inversione di tendenza, una umanizzazione della sessualità, un rinnovo spirituale e umano.

Affermazioni piuttosto chiare che nonostante i ritocchi apportati dalla Santa Sede al testo pubblicato sul sito ufficiale, dava la stura a un rosario di giudizi negativi. A nulla sono valse le modifiche (in una frase è apparsa la parola ”rischio“, in un’altra, invece, è stato sostituito, forse per pudore, il termine preservativo con il più neutro profilattico), così come le precisazioni arrivate dal portavoce padre Lombardi, il quale non ha fatto altro che confermare la direzione della Chiesa in materia. No al preservativo.

«Benedetto XVI continua e mantiene la linea già manifestata dal suo predecessore. In tal senso non ci sono da attendere cambiamenti». Punto e a capo, con buona pace del ministero degli Esteri francese «fortemente preoccupato» per le «conseguenze» che avranno le parole del pontefice, o del governo Merkel, a sua volta intervenuto con un comunicato congiunto firmato dai ministri della Sanità e dello Sviluppo: sarebbe «irresponsabile» pensare di limitare il contagio senza far uso dei condom. «I preservativi hanno un ruolo decisivo nella lotta all’Aids».

In serata persino il commissario Ue agli aiuti umanitari, Luis Michel non è riuscito a nascondere disagio. La linea scelta dai cattolici contro l’Hiv contrasta nettamente con le politiche di contenimento del contagio promosse dalle grandi organizzazioni umanitarie laiche come Actionaid, Unaids o il Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids.

All’interno dell’entourage papale c’è tanta irritazione perché in questo modo la polemica sul preservativo sì, preservativo no finisce per oscurare la visita africana, intrapresa per consegnare ai vescovi il testo base del prossimo sinodo sull’Africa che si terrà in ottobre. L’Osservatore Romano punta il dito contro i mass media che hanno stravolto la missione del pontefice in Camerun e in Angola, sua prossima meta, a fine settimana.

Il virus uccide molte più persone di ogni altra malattia infettiva. Una realtà da brivido che il mondo missionario ben conosce, dato che il 30% dei centri sono gestiti dalla Chiesa. Uno di questi – a Yaoundè – è nato grazie a Sant’Egidio. Sulla collina di Febè, dove in questi giorni risiede il Papa, ieri mattina i santegidini che aiutano i sieropositivi e insegnano come prevenire il contagio – ovviamente senza fare uso del condom – sono andati a raccontare la loro esperienza. Benedetto XVI era contento nell’apprendere che il metodo della castità sembra funzionare. «Continuate così, vi sono vicino».

 

Sono d’accordo. Il preservativo non serve a combattere IL MALE. Se uno crede che il preservativo risolva i mille problemi legati alle relazioni interpersonali, invece di analizzare più profondamente le mille sfumature dell’amore, IL MALE peggiora senz’altro.

E sì, serve un’umanizzazione della sessualità. Bisogna che si insegni ai bambini cosa è l’amore, bisogna che si educhi le persone a rispettarsi, gli uomini a non credere di essere dei trivellatori umani e le donne a non credere di essere dei poveri, sudici sacchetti per liquidi altrui o delle specie di macchine per fare l’olio.

Credo anche che quest’umanizzazione non riguardi, per adesso, la prevenzione dell’AIDS. Ci vuole un po’ di capacità di astrazione. Non in tutte le culture ci hanno insegnato che diventiamo ciechi se ci tocchiamo i genitali, grazie a dio. Inoltre, educare popoli di un’altra cultura alla castità è un sordido modo di esercitare potere sulle loro coscienze. La castità è solo mezza verità. Il preservativo è sacrosanto, porca troia.

E dulcis in fundo, non mischino la cioccolata con la merda. Predichino la castità per il suo valore morale, e non come strumento igienico. E’ fin troppo facile invogliare le persone a smettere di fare sesso per paura di morire. E’ macabro, disgustoso, e più contro natura di qualsiasi preferenza sessuale, fecondazione in vitro, aborto…

Eminens… tu hai fatto una scelta di vita: non è egoista imporla agli altri?

P.S. Prendo ques’immagine da un’intervento su Facebook di una mia vecchia conoscenza ma non so da dove l’abbia presa lei…

fonte: http://chikkoino.spaces.live.com